Ablazione.org – Terapia delle aritmie

A cura del Dr. Igino Contrafatto M.D. – Cardiac Electrophysiology – Salus Hospital – Reggio Emilia

Defibrillatore

ICD1

Alterazioni del Ritmo più pericolose. I ritmi veloci ed improvvisi che originano dai ventricoli sono le aritmie più pericolose. La Tachicardia Ventricolare (ritmo veloce e stabile dei ventricoli) è pericolosa di per sé; essa può degenerare in Fibrillazione Ventricolare, che è un ritmo veloce e caotico. Poiché il muscolo cardiaco fibrillante non riesce a contrarsi e pompare sangue al cervello e agli organi vitali, la Fibrillazione Ventricolare è la causa primaria della Morte Cardiaca improvvisa. Senza un immediato trattamento con shock elettrico per ripristinare il ritmo regolare, un individuo perde la coscienza in pochi secondi e muore in pochi minuti. Arresto Cardiaco e Infarto Miocardico. L’Arresto Cardiaco o Morte Cardiaca Improvvisa si verifica quando un’alterazione del ritmo cardiaco impedisce al cuore di funzionare efficacemente e di pompare il sangue necessario al cervello e agli altri organi vitali. L’infarto Miocardico si verifica quando una ostruzione completa o parziale nelle arterie del cuore (coronarie) impedisce al sangue di nutrire e ossigenare una parte del cuore e quella zona di cuore muore. L’arresto Cardiaco non è la stessa cosa dell’Infarto Miocardico, ma un precedente Infarto Miocardico rende un paziente a rischio di Arresto Cardiaco.

ICD 2Tutti noi abbiamo visto alla televisione qualche volta un medico con due piastre nelle mani, che venivano appoggiate al torace di un paziente privo di coscienza e, attraverso una scarica elettrica, questo paziente era “riportato in vita”.

Per quanto drammatica possa essere questa scena, lo shock elettrico, detto anche defibrillazione, è l’unico modo per fermare alcuni disturbi del ritmo cardicaco, sicuramente mortali, poco prima che uccidano il paziente.
Per coloro che sono a rischio di queste forme mortali di disordini del ritmo cardiaco (Tachicardia Ventricolare e Fibrillazione Ventricolare),un apparecchio in grado di dare una scarica elettrica (Shock) internamente può essere la migliore difesa contro l’arresto cardiaco improvviso. Tale apparecchio, noto come Defibrillatore impiantabile (Implantable Cardioverter Defibrillator – ICD), è efficace oltre il 90% delle volte nel combattere l’arresto cardiaco; una percentuale di successo sorprendente per un evento che solo fino a 15 anni fa aveva pochissimi sopravvissuti.


Che cosa è il Defibrillatore?
Il Defibrillatore impiantabile è un piccolo apparecchio, delle dimensioni di 5-7 cm e del peso di 80-100 grammi, che è impiantato sotto la pelle, poco sotto la clavicola. Per mezzo di fili elettrici (elettrodi) che sono inseriti nel cuore attraveso una vena, il Defibrillatore controlla continuamente il ritmo cardiaco.
Quando il cuore batte troppo velocemente, i ventricoli non hanno il tempo per riempirsi di sangue e quindi non pompano più sangue in modo efficace a tutto l’organismo. Lasciato a se stesso questo ritmo troppo veloce potrebbe causare la morte. Il Defibrillatore, riconosce questa alterazione del ritmo ed eroga una scarica elettrica per ripristinare il regolare ritmo del cuore ed evitare la morte cardiaca improvvisa.
Il Defibrillatore ha anche la funzione di pacemaker, quando viene rilevato un ritmo cardiaco troppo lento (Bradicardia).

Il defibrillatore ha anche una memoria che conserva la registrazione dell’Elettrocardiogramma dei momenti in cui si verifica un’alterazione del ritmo. Con queste informazioni, l’Elettrofisiologo (cardiologo specialista dei disturbi del ritmo) può studiare l’attività elettrica del cuore e approfondire i sintomi riferiti dal paziente.
Quanche volta il Defibrillatore può essere programmato a “stimolare velocemente” il cuore per ripristinare il ritmo regolare ed evitare la necessità della scarica elettrica (shock). Questi stimoli veloci non sono avvertiti dal paziente, al contrario gli shock sono avvertiti e descritti come un pugno nel petto.

Chi ha bisogno del Defibrillatore?
In sintesi, coloro che hanno avuto o sono ad alto rischio di avere una Tachicardia Ventricolare, Fibrillazione Ventricolare o Arresto Cardiaco, sono candidati per un Defibrillatore.
Molti hanno sia una malattia delle coronarie (causa primaria dell’Infarto Miocardico) che un disordine del ritmo (aritmia); e questi sono i pazienti a maggior rischio di morte cardiaca improvvisa che sono candidati per un Defibrillatore, anche se non hanno ancora percepito sintomi di alterazioni del ritmo cardiaco.
Un Cardiologo specialista dei disturbi del ritmo (Elettrofisiologo) dovrebbe considerare per l’impianto di un defibrillatore i pazienti che abbiano avuto:
-precedente Arresto Cardiaco
-Tachicardia Ventricolare o Fibrillazione Ventricolare
-Frazione di Eiezione minore di 35-40%. La frazione di eiezione (F.E.) è la proporzione di sangue pompata dal cuore per ogni battito. Un cuore normale pompa un pò più della metà del suo volume con ogni battito, così che la F.E. normale è maggiore del 55%.
-Pazienti ad alto rischio per morte improvvisa a causa di una malattia

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di cuore ereditaria.