Ablazione.org – Terapia delle aritmie

A cura del Dr. Igino Contrafatto M.D. – Cardiac Electrophysiology – Salus Hospital – Reggio Emilia

Defibrillatore Sottocutaneo

Il Defibrillatore Sottocutaneo (S-ICD) non richiede l’inserzione di elettrodi all’interno del cuore. Il dispositivo è inserito sotto la cute in regione ascellare e l’elettrodo è inserito sempre nel sottocute in regione sternale del torace, anteriormente.
Da due anni è disponibile il Defibrillatore S-ICD che svolge efficacemente le funzioni di defibrillazione e non espone ai rischi derivanti dall’inserzione di elettrocateteri attraverso il sistema venoso fino

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alle camere cardiache.
I pazienti che più si avvantaggiano dell’impianto di un defibrillatore sottocutaneo (S-ICD) sono i giovani. Infatti, in questi pazienti, che per la loro giovane età sarebbero esposti a tutti i rischi della prolungata permanenza di elettrodi intracardiaci, avere a disposizione un defibrillatore sottocutaneo senza elettrodi all’interno del cuore, rende il loro futuro meno complicato.

I pazienti in cui non può essere impiantato un defibrillatore sottocutaneo sono quelli in cui alla necessità antitachicardica si associa la necessità di stimolare il cuore per bradicardia (poichè la stimolazione si può ottenere solo con elettrodi intracardiaci).

Il Defibrillatore è uno degli strumenti terapeutici più strabilianti per la sua efficacia. Attraverso il riconoscimento e la risposta automatica al verificarsi di Tachicardia Ventricolare o Fibrillazione Ventricolare, questi sistemi hanno ridotto in modo sensazionale la mortalità associata a questo evento (Arresto Cardiaco). Tuttavia il largo impiego di defibrillatori impiantabili, con elettrodi transvenosi intracardiaci, ha fatto emergere alcuni problemi intrinseci al tipo di sistema e alla tecnica di impianto.
Un primo gruppo di problemi è quello legato all’inserzione di elettrodi nel sistema venoso e nel cuore: necessità di utilizzo uso di apparecchi radiologici; rischio di complicanze con l’accesso vascolare e con la permanenza cronica di multipli elettrodi nel sistema vascolare; rischio di perforazione cardiaca. Un secondo gruppo di problemi è quello legato alla prolungata permanenza degli elettrodi dentro il cuore e il sistema venoso: il continuo movimento e flessione dell’elettrodo per ogni ciclo cardiaco sottopone l’elettrodo a uno stress che può causare frattura o usura dell’isolamento (si stima che dopo 8 anni dall’impianto circa il 40% degli elettrodi presentI qualche problema legato all’usura!); in caso di infezioni o malfunzione del sistema, l’estrazione degli elettrodi cronici presenta un elevato rischio

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per il paziente; nel caso di scompenso con dissincronia ventricolare, la Resincronizzazione richiede l’inserzione di un nuovo elettrodo nel sistema venoso.

Tutti questi problemi, connessi ad una terapia estremamente efficace nella cardiologia moderna come è il Defibrillatore impiantabile, ora trovano una soluzione con il nuovo sistema di defibrillatore interamente sottocutaneo.