Ablazione.org – Terapia delle aritmie

A cura del Dr. Igino Contrafatto M.D. – Cardiac Electrophysiology – Salus Hospital – Reggio Emilia

Studio Elettrofisiologico

Lo Studio Elettrofisiologico cardiaco (SEF) si esegue per valutare il sistema elettrico del cuore.
Il sistema elettrico cardiaco coordina l’attività di pompa delle quattro camere del cuore e ne controlla la frequenza, così che il cuore acceleri o rallenti i battiti secondo le necessità dell’organismo in quel momento.
Il Nodo Seno-Atriale è il punto di origine dell’attività elettrica del cuore. Il segnale elettrico si diffonde negli atri, causandone la contrazione. Poi passa nel Nodo Atrio-Ventricolare e nel fascio di His e, quindi, nelle due Branche Dx e Sn, per arrivare alle fibre muscolari dei ventricoli. Appena l’impulso elettrico si diffonde nei ventricoli, essi si contraggono e il cuore pompa il sangue. Se si verificano problemi in questo meticoloso flusso di elettricità in tutte le parti del cuore, allora possono insorgere alterazioni del ritmo (Aritmie).

Per eseguire uno Studio Elettrofisiologico si introducono due o quattro elettrodi nelle camere del cuore e si registrano i segnali elettrici. Queste registrazioni individuano i tessuti anomali che causano le irregolarità del ritmo; ed è solo con un’accurata ricerca della causa dell’aritmia che è possibile selezionare il miglior trattamento possibile.

PERCHE’ UNO STUDIO ELETTROFISIOLOGICO.
Mentre l’Elettrocardiogramma (ECG) è un esame importante per conoscere il sistema elettrico del cuore, tuttavia, esso è un esame di breve durata, che registra gli eventi che accadono in quei pochi secondi di registrazione dell’ECG. Le Aritmie, per loro natura, sono imprevedibili e intermittenti e questo rende improbabile che l’ECG possa catturarne il verificarsi e chiarirne il meccanismo. Anche registrazioni dell’ECG più prolungate, come l’Holter, possono non riuscire a registrare l’evento aritmico.
Durante lo Studio Elettrofisiolgico un Cardiologo specificamente addestrato (Elettrofisiologo) può indurre l’aritmia e ottenere informazioni sull’attivazione elettrica durante l’evento. Il risultato è quello di individuare le specifiche aree del cuore da cui originano gli impulsi elettrici anomali che causano l’aritmia.

Le informazioni che si ottengono dallo Studio servono a fare la giusta diagnosi e iniziare la terapia più appropriata.
Questo esame spesso è raccomandato per i pazienti che hanno disturbi del ritmo cardiaco o per persone che possono essere a rischio di morte improvvisa aritmica; e, sebbene, sia più invasivo di un elettrocardiogramma o di un ecocardiogramma e richiede che si provochi l’aritmia durante l’esame, esso fornisce risultati che permettono di:
-individuare l’aritmia che causa i disturbi;
-verificare l’efficacia di certi farmaci antiaritmici;
-predire il rischio di un futuro evento cardiaco, come la morte improvvisa.
-accertare la necessità dell’impianto di un Dispositivo (Pacemaker o Defibrillatore) o di un trattamento di Ablazone con Radiofrequenza.

COME SI ESEGUE UNO STUDIO ELETTROFISIOLOGICO.
E’ un esame invasivo e per questo si esegue dopo aver praticato un pò di anestetico locale e una blanda sedazione (sedazione cosciente) per fare stare tranquillo il paziente. Si inseriscono i cateteri (sonde sottili e flessibili) nelle vene dell’inguine e si fanno arrivare fino al cuore, seguendone il decorso attraverso l’apparecchiatura a raggi X. Nei monitor si vede il cuore e i cateteri inseriti in esso e dalla punta dei cateteri si registra il segnale elettrico del cuore nel punto di contatto; infatti, ogni elettrocatetere è collegato ad un computer esterno che raccoglie tutti questi segnali elettrici e permette di ricostruire la sequenza di attivazione elettrica del cuore.
Durante questo “mappaggio” del cuore, lo specialista Elettrofisiologo può innescare, attraverso impulsi elettrici, proprio le arimtie che causano i disturbi al paziente. L’induzione di aritmie in questo contesto è privo di rischi, data la disponibilità di strumentazioni e professionalità per fare fronte ad ogni esigenza, e nello stesso tempo è necessaria per precisare la causa del problema.
Una volta che la sede ed il tipo di anomalia siano state confermate, lo specialista può somministrare farmaci specifici o stimolare in modo appropriato per interrompere l’aritmia e ripristinare il ritmo regolare. Con queste informazioni ottenute dallo Studio, insieme a quelle precedenti, a volte lo specialista procede all’impianto di un Defibrillatore Cardiaco Impiantabile (ICD), o di un Pacemaker, o esegue subito un’Ablazione della zona di cuore che causa l’aritmia.

Durante tutta la procedura, il paziente è sedato ma sveglio e rimane fermo. Raramente i pazienti riferiscono dolore e più spesso descrivono come fastidio quello che sentono. Alcuni sono in grado di seguire la procedura nei monitors e in qualche caso fanno domande; altri si addormentano. Solitamente, la procedura dura un paio di ore. Poi il paziente è riportato nella sua stanza e rimane fermo per quattro-sei ore a letto, per permettere che le sedi di puntura nelle vene guariscano bene. Una volta alzato, il paziente può avvertire una certa rigidità o dolenzia alla schiena, dovuta alla posizione supina prolungata.