Ablazione.org – Terapia delle aritmie

A cura del Dr. Igino Contrafatto M.D. – Cardiac Electrophysiology – Salus Hospital – Reggio Emilia

Fibrillazione Atriale

La Fibrillazione Atriale (conosciuta anche come F.A.) è la più comune fra le aritmie cardiache ed è la causa di circa un terzo dei ricoveri ospedalieri per disturbi del ritmo.
La Fibrillazione Atriale si verifica quando l’attività elettrica nelle camere superiori del cuore (Atri) è disordinata. Ciò causa un’attività cardiaca irregolare e spesso accelerata.
Le conseguenze sul flusso del sangue nel cuore portano ad un aumento del rischio di Ictus o TIA di 3-4 volte e possono portare ad altre complicazioni sul sistema cardiovascolare, come lo Scompenso Cardiaco. Si ritiene che il 15-20% di tutti gli Ictus siano causati dalla Fibrillazione Atriale.
I pazienti con Fibrillazione Atriale solitamente percepiscono disturbi come palpitazione, dolore toracico, affanno di respiro, affaticamento e sensazione di mancamento.
Se la Fibrillazione Atriale non è curata può portare ad alterazioni permanenti nella struttura e nella funzione del cuore.

Classificazione
In base alla durata, la Fibrillazione Atriale si classifica in tre categorie:
F.A. Parossistica – quando l’aritmia dura meno di 7 giorni o viene interrotta con farmaci o Cardioversione Elettrica nelle prime 48 ore.
F.A. Persistente – quando l’aritmia dura più di 7 giorni o viene interrotta con farmaci o Cardioversione elettrica oltre le 48 ore.
F.A. Persistente di Lunga Durata – quando l’aritmia dura più di 12 mesi.
F.A. Permanente – quando l’aritmia dura più di 12 mesi e non si ritiene opportuno ristabilire il ritmo sinusale regolare con mezzi farmacologici o con Ablazione.

Progressione della Fibrillazione

In assenza di un’adeguata terapia, la maggior parte dei paziente avverte recidive e aggravamento dei sintomi, sia in caso di F.A. Parossistica e Persistente.
Questa progressione della malattia del ritmo, nel senso di un danno elettrico e strutturale irreversibile del cuore, alla fine conduce ad uno stato di Fibrillazione atriale Permanente. Pertanto, è fondamentale ristabilire il ritmo sinusale regolare quanto più rapidamente possibile alla comparsa della F.A., per prevenire o rallentare questa progressione della malattia.

Impatto sociale della Fibrillazione Atriale
In Europa si stima che circa 4,5 milioni di persone soffrano di F.A., con un costo annuale, per il trattamento, intorno a 13,5 Miliardi di Euro. Questi costi mettono la F.A. ai primi posti per spesa sanitaria della collettività.
L’invecchiamento della popolazione e l’aumento della sopravvivenza nei pazienti con patologie che si associano a Fibrillazione atriale, porterà ad un incremento di 3 volte nei prossimi 50 anni del numero di persone che soffriranno di Fibrillazione atriale.
Con queste cifre, la Fibrillazione Atriale, insieme allo Scompenso Cardiaco e alla Sindrome dismetabolica/Diabete tipo 2, saranno le epidemie cardiovascolari a più rapida espansione.

Terapia della Fibrillazione Atriale
I tre pilastri della cura della Fibrillazione Atriale sono il ripristino e mantenimento del ritmo sinusale regolare, il controllo della frequenza cardiaca e la riduzione del rischio embolico (Ictus/TIA).
Il battito cardiaco accelerato (Tachicardia) è un disturbo spesso associato alla Fibrillazione atriale e può essere trattato con farmaci che controllano la frequenza del cuore, come betabloccanti e calgioantagonisti.
Inoltre, anticoaguanti, come il coumadin e antiaggreganti come l’aspirina, sono usati spesso per ridurre il rischio di Ictus. Tuttavia, con il ripristino e mantenimento del ritmo regolare, si possono raggiungere entrambi gli obiettivi.
Due comuni metodiche usate per ripristinare il ritmo cardiaco regolare (Cardioversione) sono quella farmacologica e quella elettrica (D.C. shock).
La cardioversione farmacologica può essere usata anche fuori dall’ospedale, ma è efficace solo nel 50% dei casi e, a volte, i pazienti non possono tollerare questo tipo di farmaci; invece, la Cardioversione Elettrica (D.C. shock) è virtualmente efficace nella totalità dei pazienti, ma richiede un breve accesso in ospedale, anche se per poche ore.
Sia la cardioversione farmacologica che quella elettrica (CVE) hanno più elevata probabilità di efficacia quando la F.A. è insorta da meno di 24 ore; e con il passare del tempo diventa sempre più difficile ripristinare definitivamente il

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ritmo regolare.
Dopo il ripristino del ritmo regolare, solitamente si somministrano farmaci antiaritmici orali per prevenire le recidive di F.A. e per ridurre il rischio embolico (Ictus/TIA).

Terapia con Ablazione
In alcuni pazienti con recidive fequenti di Fibrillazione atriale, nonostante la cura con farmaci antiaritmici, può essere indicata la terapia con Ablazione. Nei pazienti che non hanno alterazioni del cuore, che di per sè potrebbero causare la
fibrillazione, è dimostrato che spesso l’innesco che dà origine alla fibrillazione atriale proviene da un punto delle vene polmonari vicino allo sbocco nell’atrio sn. Pertanto, in questi casi selezionati, si può curare la fibrillazione eseguendo l’Ablazione con “bruciature microscopiche” intorno allo sbocco della quattro vene polmonari nell’Atrio Sn.
In questo modo, ogni attività irritativa che origina dalle vene polmonari non causerà più la fibrillazione negli atri.
I pazienti con Fibrillazione Atriale Parossistica, senza alterazioni strutturali del cuore, traggono molto beneficio da questo tipo di terapia con Ablazione; infatti, il 70-80% di essi riferisce un netto milgioramento nei 12 mesi seguenti la procedura.